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domingo, 22 de abril de 2012

Giornata della Terra.

Certamente, se si doveva sceglie un giorno particolare per l'ennesimo pronostico azzeccato da parte di Eugenio riguardantela Madre Terra e la sua generosità verso l'uomo, oggi è questo giorno. L'ho detto e lo ripeto, senza nessuna remora, comeLui mi detto sempre di dirlo:..."Basterebbe mettere in pratica solo lo 0,5 % dei LORO CONSIGLI e l'umanità potrebbe considerarsi salva"...

Giornata della Terra, il pianeta si festeggia.
Manifestazioni in 175 Paesi, coinvolte 500 milioni di persone. A Napoli grande concerto a km zero.

MILANO - Concerti, manifestazioni, campagne di sensibilizzazione e riforestazione. Tutto il mondo si mobilita domenica 22 aprile in occasione della 42ma edizione della Giornata della Terra, nata nel 1970 quando il senatore statunitense Gaylor Nelson lanciò il primo Earth Day. Si svolgeranno manifestazioni in 175 nazioni nelle quali saranno coinvolte 500 milioni di persone con l'obiettivo di arrivare a un miliardo di «azioni verdi» per il summit mondiale di Rio+20 in programma a giugno.

Alla notizia dei "festeggiamenti",non so cosa ci sia da festeggiare, quando essa è colpita e attentata inesorabilmente, quotidianamente, nella sua natura cosmo fisica e dinamica. Leggete attentamente, soprattutto in un momento dove è sempre più attuale anche un'altro pronostico drammaticamente annunciato sempre da Eugenio, anch' esso attuale "PRESTO NON AVRETE PIU' ACQUA DA BERE" 

http://terrarealtime.blogspot.it/2012/07/trovata-acqua-in-namibia-potrebbe.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+TerraRealTime+(TERRA+REAL+TIME) 

Acqua in Nabibia Africa.

L'Africa muore di sete su un mare d'acqua.
Mappato il sottosuolo, enormi quantità di “oro blu”.Riserve per oltre settant’anni.
UNO STUDIO RIVELA UNO STRATO LIQUIDO DI 75 METRI NELLE REGIONI SETTENTRIONALI. MA OCCORRE CENTELLINARLO
https://www.lastampa.it/esteri/2012/04/21/news/l-africa-muore-di-sete-br-su-un-mare-d-acqua-1.36487807
LA STAMPA 21/04/2012 DI MATTIA BERNARDO BAGNOLI

L’Africa è zeppa d’acqua, specie nella sua parte più arida, il deserto del Sahara. I suoi abitanti non se ne sono mai accorti non perché colpiti da violente insolazioni ma perché l'oro blu, da secoli, si è rifugiato nel sottosuolo. E non due gocce. Le faglie sotterranee, infatti, superano di ben cento volte la quantità d’acqua che si trova oggi in superficie. Per l’Africa si tratta - potenzialmente - di una rivoluzione copernicana. A patto, precisano gli esperti, di saper gestire la scoperta con parsimonia.
A mappare con attenzione, per la prima volta, le risorse idriche nascoste del «continente assetato» sono stati i ricercatori della British Geological Survey e del University College London (UCL). Che sperano così, anche grazie all’aiuto dei grafici colorati, di «aprire gli occhi alla gente» e portare il tema al centro del dibattito internazionale. «Le riserve maggiori - spiega alla BBC Helen Bonsor, uno degli autori della ricerca - si trovano nelle regioni settentrionali dell’Africa: in Libia, Algeria e Chad». Ovvero in enormi, e antichi, bacini sedimentari. «Si tratta di aree coperte da uno strato d’acqua spesso 75 metri. È una quantità enorme». E pensare che nel continente sono circa in 300 milioni a non avere accesso ad acqua potabile - senza contare che, al momento, solo il 5% della terra coltivabile è irrigata.
«La mancanza di fognature e di acqua potabile scatena epidemie di diarrea, che è la principale causa di morte tra i bambini dell’Africa subsahariana», commenta Barbara Frost, direttrice di WaterAid, l’Ong internazionale – con sede a Londra – che si batte per migliorare l’accesso all’oro blu ai quattro angoli del mondo. Ecco perché al summit di Washington «Sanitation and Water for All» funzionari e ministri di oltre 50 Stati africani hanno promesso investimenti reali tra il 5% e il 7% nell'arco dei prossimi due anni. Un colpo di reni è d’altra parte necessario. Se si guarda ai progressi fatti in questo campo, con questo ritmo l’Africa raggiungerà i target prefissati dal Millennium Goal nel 2175. Il che significa un ritardo di 160 anni. Insomma, se si vuole dissetare l’Africa, più che al cielo è forse meglio guardare alla terra. Ma con attenzione. Far scattare l’operazione «trivella selvaggia» sarebbe infatti persino controproducente.
«È altamente sconsigliato scavare e posare condotte ad alta portata senza prima aver svolto precise ricognizioni sullo stato delle riserve locali», ha messo in guardia Alan MacDonald, coordinatore dello studio. In alcune aree le riserve, una volta utilizzate, non sono infatti ricostituibili. In altre parole: in quel caso quando l'acqua finisce finisce.
Meglio dunque optare per «sorgenti rurali e pompe manuali a bassa portata». Il che significa organizzarsi per una produzione dedicata al consumo locale, non certo alla commercializzazione di tipo industriale.
«Le nostre analisi mostrano che, se si procede con attente esplorazioni, nel sottosuolo africano c'è acqua sufficiente per usi potabili e irrigazione a basso impatto», spiega Bonsor. E questo anche se la domanda, nei prossimi decenni, dovrebbe aumentare sotto il peso dell’aumento demografico e delle necessità dell’agricoltura.
L’idea migliore sarebbe quella di usare le risorse sotterranee come «cuscino di protezione» contro le oscillazioni climatiche provocate dal «climate change». «Persino nelle riserve più vicine alla superficie locate nelle zone semi-aride con pochissime precipitazioni - conclude Bonsor - i bacini danno l’indicazione di poter durare dai 20 ai 70 anni».
Queste conclusioni sono state raggiunte confrontando le diverse mappe idro-geologiche realizzate dai vari governi con 283 studi acquiferi indipendenti. La ricerca è stata pubblicata dalla rivista scientifica Environmental Research Letters.


AFRICA
HOARA COMUNICA:

DA NOSTRI SPECIFICI SONDAGGI: 


CI RISULTA CHE IL SOTTOSUOLO DI GRAN PARTE DEL CONTINENTE AFRICANO E' RICCO DI IMMENSI BACINI ACQUIFERI. E' CONSIGLIABILE IMPEGNARE LA TECNOLOGIA CHE POSSEDETE PER PORTARE IN SUPERFICIE QUESTO PREZIOSO ELEMENTO VITALE.
VI DICIAMO CHE COSI' FACENDO, E PRESTO, POTRETE RIGENERARE DI FERTILITA' TUTTE QUELLE ZONE OFFESE DALLA PROLUNGATA SICCITA', IN PARTE DOVUTA A UNO SCOMPENSO DELLE CORRENTI PROVOCATO DALLA VOSTRA SCIENZA NUCLEARE.
OCCORRONO TRIVELLE E STRUTTURE IDONEE PER LA CONSERVAZIONE DELL’ACQUA, TENENDO PRESENTE LA NECESSITA' DI CONSERVARLA IN APPOSITI CONTENITORI CHIUSI E DI USARE CONDUTTURE ATTE PER LO SMISTAMENTO DELL’ELEMENTO NELLE ZONE OVE TALE ELEMENTO NECESSITA.
E' ALTRESI' INDISPENSABILE EDUCARE I POPOLI A RENDERE LA TERRA VIVA E FRUTTIFICANTE FORNENDO LORO STRUTTURE AGRICOLE E MEZZI A SUFFICIENZA.
SE VOLETE FERMARE L’AVANZATA DEL DESERTO E LA MORTE DI MILIONI DI INDIVIDUI PER SETE E PER FAME, DOVETE IMPEGNARVI SUBITO E SERIAMENTE. NEL SOTTOSUOLO AFRICANO, OLTRE AD ENORMI BACINI DI ACQUA PURISSIMA, ABBIAMO RILEVATO COSPICUI GIACIMENTI DI MINERALI E DI LIQUIDI UTILI AL VOSTRO BENESSERE.
E' UN NOSTRO CONSIGLIO. 

HOARA SALUTA
Nicolosi, 10 maggio 1985
Ore 9:00
Eugenio Siragusa


1 comentario:

  1. http://terrarealtime.blogspot.it/2015/05/wi-fi-la-morte-invisibile-che-sta.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+TerraRealTime+(TERRA+REAL+TIME)
    WI-FI: la morte invisibile che sta distruggendo le nuove generazioni

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